3 serie TV che un Geek non può perdere

 In Senza categoria

MrRobot, Black Mirror e Westworld sono un “must” per chi ama la tecnologia (e la TV di qualità).

C’è chi le ha definite “la nuova letteratura“, e chi invece non concorda affatto con questa definizione; ma che le serie TV siano un fenomeno globale e caratterizzante della cultura contemporanea, è pressoché impossibile negarlo.

Così come difficilmente si potrebbe negare che uno dei principali motivi del successo è che, come si suol dire, “ce n’è per tutti i gusti”. Ecco allora 3 serie TV che chi ama la tecnologia non può permettersi di perdere.

MR.ROBOT

Il punto l’ha colto Lorenzo Fantoni, su Movieplayer.it, quando scrive che

Mr. Robot sta all’informatica come alcune serie TV stanno alla medicina: ne prende gli aspetti più affascinanti, li esalta con termini roboanti ma sensati e cerca di rendere il tutto plausibile e allo stesso tempo emozionante.

E’ forse la prima volta che uno show televisivo parla di hacking con competenza e cognizione di causa. Siamo (fortunatamente) distanti anni luce da quella raffigurazione pittoresca e quasi onirica del film Hackers (del 1995, con una giovanissima Angelina Jolie), dove gli Hacker venivano rappresentati come dei moderni stregoni, in grado di piegare ogni tecnologia elettronica alla propria volontà digitando formule magiche su primordiali computer.
Di MrRobot si apprezza in primis l’accuratezza tecnica, e certi primi piani sui terminali sembrano pensati appositamente per cercare (ed ottenere) il rispetto di chi è competente in materia: i comandi che Elliot & Co. digitano sulle loro distro (spesso Kali Linux) sono verosimili.
Ma il merito forse ancor maggiore della serie è quello di aver reso alla perfezione l’universo dei valori e delle convinzioni profonde delle comunità hacker nel mondo: il credere che solo attraverso l’hacking si possa redistribuire -secondo giustizia- la ricchezza e la democrazia (operazione impossibile attraverso i normali meccanismi democratici, dato che le democrazie stesse sono corrotte e inquinate da meccanismi subdoli che, de facto, rendono meramente teorica l’uguaglianza di tutti davanti alla legge).

Una visione del mondo con cui si può concordare o dissentire, ma che se non altro viene chiaramente spiegata.

BLACK MIRROR

Difficile trovare definizioni più appropriate di “capolavoro” per descrivere questa serie. Black Mirror non è ovviamente la prima distopia tecnologia nella storia, ma è forse la prima che riesce a risultare tremendamente inquietante non spostandosi “troppo in là nel futuro”. Gli sceneggiatori di Black Mirror non si sono immaginati l’avvento di nuove tecnologie: si sono “limitati” a immaginare cosa potrebbe succedere se alcune tendenze già oggi in atto venissero portate all’estremo.
Dopotutto esistono già i Social Network, così come la c.d. reputazione online; nell’episodio 1 della terza stagione, si immagina “semplicemente” cosa accadrebbe se l’intera vita di ognuno di noi dipendesse dagli altrui feedback lasciati. Lo scenario che ne emerge è terrificante, nella sua semplicità: il grado di apprezzamento degli altri nei nostri confronti determina a quali servizi possiamo accedere, in quali locali si potrà entrare, quali mestieri si potranno fare. Il tutto su uno sfondo di città pulite, ordinate, accoglienti, colorate e senza una cartaccia in strada. Il trionfo del conformismo, e della repressione della personalità, il festival dei sentimenti buoni esibiti facendo buon viso a cattiva sorte.

WESTWORLD

Consigliatissimo agli amanti di Asimov e del tema “intelligenza artificiale”. Questo è, infatti, il punto centrale attorno a cui ruota l’intera serie, che ovviamente affascina anche per molti altri motivi: dal cast stellare (Anthony Hopkins, Ed Harris ed Evan Rachel Wood) alla narrazione in stile Lost (il produttore è J.J. Abrams): una serie di misteri disseminati nel corso delle puntate e che -verosimilmente- verranno svelati solo alla fine.

Post recenti
0

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca